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Perseval-Farge

Isabelle e Benoist Perseval proseguono una storia che ha ormai più di due secoli: l'inizio dell'intrapresa familiare data infatti al 1808, per opera del patriarca Jean-Baptiste, cui del resto è dedicata la cuvée di maggiore ambizione dell'azienda. Si lavora su 4 ettari di vigneto quasi tutti raggruppati a corpo unico lungo una sola dorsale, in uno di quei comuni nei dintorni di Reims che hanno fatto per davvero e sul campo la storia dello Champagne: Chamery, con i suoi terreni soffici e sabbiosi, caldi abbastanza da giustificare una tradizione solidissima di coltivazione di uve nere (Pinot Nero al 50% e Pinot Meunier al 15%; lo Chardonnay occupa il restante 35%). Per la verità, e nei prossimi anni potremmo salutarne l'ingresso "nel bicchiere", Perseval-Farge ha piantato anche le varietà antiche della regione: una piccola parcella di 0,2 ha messa a dimora nel 2004 vede infatti maturare l'acidissima Arbanne, il semiaromatico Petit Meslier e il bizzarro, rosaceo Fromentot, arcaico biotipo locale di Pinot Grigio. Sia dal lato agronomico (si lavora in "lutte raisonnée" con certificazione HVE) sia da quelli enologico, questa cantina mostra di avvertire come problema importante quello della sostenibilità del lavoro agricolo e della genuinità del prodotto finale: i livelli di solforosa negli Champagne, ad esempio, sono molto bassi, assai sotto la metà di quanto consentito, e questo spiega in parte i colori dei vini, sempre piuttosto intensi. Per il resto, la parola d'ordine è "finezza"; una eleganza spontanea, sussurrata, sottolineata dalla sempre magistrale tessitura gustativa dei vini. Quanto alla confezione delle singole cuvée, infine, rimandiamo alle singole schede, potendo infatti da un vino all'altro differire anche di parecchio il protocollo produttivo.

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